13.2.12

Editoria Digitale: conclusioni in ordine sparso

QUA il primo post, QUA il secondo e QUA il terzo sull'editoria digitale.

Provo a tirare un po' le fila del discorso ma vi prego di prendere quello che scrivo con il beneficio d'inventario, è ancora troppo presto per avere tutto chiaro e definito.

L'idea che mi sono fatto da questo esperimento è che nessuno dei due store può "vivere" da solo. Ovvero, l'unico modo per capitalizzare un prodotto digitale è quello di spammarlo ovunque e supportarlo con una forte operazione sulla rete stessa. Per farvi capire, il "modello di promozione" di Makkox, di Zerocalcare o di Davide La Rosa mi sembrano i migliori (ma è solo per fare tre nomi, che oltretutto fanno tutti e tre umoristico e hanno sfruttato la loro popolarità web con delle produzioni cartacee e non con edizioni digitali). Quel modello presuppone che l'autore dia qualcosa via gratis prima di capitalizzare. E' uno sforzo enorme. Nel mio piccolo, credo che mi ci vorranno almeno altri tre, quattro racconti pubblicati sul blog e sugli store prima di poter provare a vendere qualcosa. Senza calcolare poi Harpun, ma del fumetto parliamo dopo.

Quindi, guadagnare dalla vendita digitale di un contenuto è certamente possibile ma è solo un punto di arrivo, non certo di partenza. 

Per quanto riguarda gli aspetti tecnici, a mio parere lo store migliore rimane quello di Amazon. Va su più piattaforme, iBook è legato ai dispositivi Apple mentre Kindle è un lettore ma anche un'applicazione che gira virtualmente su ogni macchina, dall'iPhone al PC. Ha più pubblico (stime americane dicono che abbia il 70 % del mercato), è più focalizzato ed è più organizzato. Il fatto è che, una volta che si è fatto lo sforzo di preparare il materiale per Amazon, non ha il benché minimo senso relegarlo solo su una piattaforma. Lo store di Apple è in crescita e potrebbe essere uno sbocco interessante. Mentre Apple soffre di limitazioni più tecniche, Kindle ha il problema inverso. Pubblicare è facile ma chi si comprerebbe un racconto autoprodotto a 0.89 € quando a 0.99 può trovare Benni o Saviano? Le fasce di prezzo sono troppo, troppo schiacciate ed è difficile riuscire a farsi notare in uno store che ha più di duemila titoli. Almeno, questo è per i libri.

Ritengo invece iBook il posto migliore dove pubblicare fumetti. Il Kindle reader è in scala di grigio (ma ammetto di non aver ancora visto dal vivo un Fire) e la stessa Amazon si è da pochissimo convertita agli ePub con il layout bloccato, che sono fondamentali per poter impaginare un fumetto. Apple sembra già più avanti con un dispositivo, l'iPad, che sembra davvero fatto apposta. Il problema è che ancora tutto nelle primissime fasi (a meno che voi non vogliate programmarvi la vostra app e vendere attraverso quella, cosa ormai comune ma che esula dalle competenze di un autore autoprodotto). Le specifiche tecniche dell'ePub 3.0 consentono la creazione di file con il layout bloccato ma da qua a farlo ce ne passa. Ho provato a impaginare Harpun e mi ci sono voluti almeno tre software e un po' di conoscenza di HTML, oltre a una decine di guide on-line da incrociare e confrontare perché proprio non mi stava riuscendo. Ci ho messo un sei-sette ore e adesso il file è leggibile. In teoria, dovrei impaginare tutto il fumetto, poi controllare bene che sia in linea con le specifiche Apple e mandarla alla stessa per vedere di pubblicarlo. Niente di insormontabile ma è un lavoro è decisamente più lungo. Penso proprio che mi ci metterò nei prossimi giorni e magari l'uscita sull'iBook store me la tengo come promozione per qualcos'altro legato al fumetto.

L'ultima considerazione che mi viene in mente è di carattere più generale. Gli store permettono di pubblicare in tutto il mondo contemporaneamente lo stesso contenuto. Inoltre, hanno dei costi di distribuzione del 30 % nella migliore delle ipotesi. Il fatto è che fra un po', più che agli autori, convengono agli editori. Faccio un'ipotesi assurda, riconoscendo ad un autore il 30, tenendo il 40 per sè e dando il 30 alla distribuzione, un editore potrebbe cominciare a gestire un catalogo digitale mondiale. Certo, ci sarebbero mille problemi, ci sarebbero i costi delle traduzioni, la promozione, l'editing e quant'alto. E certamente, l'autore potrebbe sempre preferire fare da solo. Ma non è da sottovalutare un investimento del genere. Più che altro perché per ora gli ebook per molti editori sono la riproposizione di un libro che hanno stampato, non c'è ancora uno sviluppo ragionato di un catalogo esclusivamente digitale. Lo stesso discorso lo potrebbe fare un collettivo di autori, magari supportati da un editore cartaceo che però gli riconoscesse diritti più ampi sulle edizioni digitali piuttosto che sulle quelle cartacee... Ma come dicevo, è veramente guardare troppo in là.

Nel mio piccolo, sono sicuro di volerci riprovare, magari prima pubblicando qua sopra a puntate quello che finirà on-line a pagamento. Di certo, è uno sforzo a livello produttivo e non è detto che avrò il tempo di farlo come si deve ma quello è un problema mio, non certo degli ebook.

Un ultima cosa, se avete letto fino a qua e ancora non l'avete fatto, scaricatevi La Scusa. Alla fine, tutto questo esperimento era nato solo per far girare un po' di più il racconto.
QUI lo potete prendere per iBook (gratis), da QUI per Kindle (a pagamento) e da QUI con link diretto ai file gratuiti.
Buona lettura!

12.2.12

Editoria Digitale: Kindle store

QUA il primo post e QUA il secondo sull'editoria digitale.

Rispetto ad Apple, la situazione con Amazon è totalmente diversa, perché loro vi faranno da editore, almeno in piccola parte.

Per prima cosa, infatti, su Kindle non potete pubblicare ebook gratis. Quindi non potete usare il Kindle store per farvi pubblicità. Amazon è un editore e vuole comunque rientrarci. Per iniziare a pubblicare dovere registrare il vostro account Amazon su Kindle Direct Publishing. Non potete raggiungerlo dal portale .it di Amazon, solo da quello .com. La cosa assurda è che poi tutto il portale di vendita è tradotto in italiano e potete tranquillamente usare il vostro account Amazon del sito italiano.

Una volta registrati, la procedura è davvero semplificata rispetto a iTunes. Si fa tutto via browser e inoltre Amazon accetta non solo il formato epub, ma anche doc, rtf, txt, html e vari altri. Vi consiglio però di seguire le loro guide per non trovarvi brutte sorprese di impaginazione. Comunque sia, anche qua è solo da compilare i vari campi, uplodare i file, inserire un codice ISBN se ne avete uno (altrimenti non serve, Amazon vi assegnerà un codice suo interno ASBN) e potete mandare il vostro libro in revisione. I tempi di Amazon sono decisamente più rapidi rispetto a quelli di Apple. In tre giorni La Scusa era on-line su tutti gli store mondiali e, cosa molto importante, era già linkata a Sayo. Quindi se cercate il mio nome su Amazon, troverete prima il racconto e poi le due edizioni di Sayo, quella italiana e quella francese.

I problemi con Kindle per me sono stati di diversa natura, ovvero legati al pagamento. La Scusa è in Creative Commons, quindi è gratis sul web. Metterla a pagamento, per quanto sia un mio diritto, mi sembrava un po' un furto e così nella descrizione ho aggiunto l'indirizzo da cui poterla scaricare gratuitamente. Inoltre, tra le due proposte di Amazon di royalties, ho scelto quella che teneva il prezzo del download più basso. Adesso, il racconto costa 0.89 €.
Se mai lo acquisterete perché vi è proprio piaciuto tantissimo, a me andranno trenta centesimi.

Questa cosa delle royalties la spiego un po' meglio perché Amazon ha due politiche sui diritti. Una è quella del 35 %, che è la proposta "chiavi in mano". Di tutto quello che venderete, Amazon vi riconoscerà il 35 %. Si può scegliere il prezzo più basso che è di 86 centesimi (a cui si applica l'IVA che porta il costo dell'ebook a 89) e quindi, a conti fatti, trenta centesimi saranno vostri.
Oppure potete scegliere quella al 70 %, a cui però Amazon detrarrà i "Costi di Consegna". Ovvero, vi faranno pagare €0,12/MB. Questo, unito al fatto che il prezzo minimo per un ebook al 70 % è di 2.60 €, è il motivo per cui ho scelto la prima opzione.
Anche Amazon applica delle soglie al pagamento, che può essere effettuato o tramite assegno intestato a voi (ma la soglia è di 100 euro) o tramite bonifico (e la soglia è di soli 10 €). Amazon si occuperà anche della fiscalità americana, anche se si riserva di chiedervi ulteriori documentazioni. Non so effettivamente come questa fiscalità si applichi in Italia ma dovrebbe comunque essere gestita da Amazon (poi dovrete pagare le tasse per i cavoli vostri quando le royalties diventeranno un reddito ma non sono un commercialista quindi chiudo qua il discorso).

Questo apre però un altro problema. Ovvero, che guadagnando 30 centesimi a copia venduta, ne devo vendere ben trentaquattro prima di poter vedere i miei dieci euro. Calcolando che La Scusa si può trovare gratis, la vedo molto difficile. Inoltre, senza alcun tipo di promozione interna allo store, è praticamente impossibile riuscire a scalare la classifica senza un supporto esterno o una pubblicità di qualche tipo che poi rimandi allo store.
In pratica, Amazon vi fa da editore a livello burocratico ma non vi supporta nelle vendite. Non c'è editing e non c'è promozione del vostro contenuto (e io sono un fan assoluto di un buon lavoro di editing, altrimenti non farei lo story editor).
Piccola nota, effettivamente c'è un programma di promozione interno a Kindle ma presuppone che voi diate l'esclusiva ad Amazon di vendere il libro per novanta giorni.  Poi ve lo potete rivendere dove vi pare. Né Kindle store né iBook store chiedono l'esclusiva e il libro può essere venduto su entrambe le piattaforme contemporaneamente.

Questa, grosso modo, è l'offerta dei due store. Nel prossimo post provo a tirare un po' di conclusioni.

11.2.12

Editoria Digitale: iBook store


Come detto nel primo post, l'iBook store è stato quello che mi ha dato più soddisfazioni in termini di successo relativo del racconto. Il problema vero è però che Apple usa il suo store in maniera un po' particolare. Innanzitutto, divide completamente l'utente che pubblica contenuti gratuitamente dall'utente che vuole pubblicare contenuti a pagamento. E una volta che il vostro Apple account è stato registrato per i contenuti gratuiti, col cacchio che vi fanno cambiare. Per cominciare a vendere avrete bisogno di un altro account. La logica di questa cosa mi sfugge, ma vabbè. Andiamo avanti e parliamo della pubblicazione gratuita, che non è proprio un'operazione rapida.

Per prima cosa, dovete avere già un file ePub. Io l'ho creato usando Pages per mac ma esistono altri vari programmi. Un file epub è essenzialmente un file di testo con meno informazioni riguardo a formattazione e roba varia. Una ricerca su internet dovrebbe farvi trovare tutto quello che vi serve per creare il vostro epub, occhio solo a chi ve lo "crea" a pagamento. Non serve spenderci i soldi, davvero.
Fatto questo, e con il vostro file epub pronto, dovreste controllare che sia compatibile e che non abbia errori con un ePub checker. Anche qui, una rapida ricerca su Google dovrebbe darvi tutto il necessario. Io sinceramente me ne sono sbattuto, sapevo che era compatibile perché lo avevo già aperto con iBook su iPhone e iPad e quindi sono andato direttamente alla registrazione su iTunes connect.
Ho già un account Apple e ho scelto di registrare il mio account publisher solo per i contenuti gratuiti.
Attenti a questa parte,  come ho detto iBook non vi fa tornare indietro. Se vorrete in un secondo tempo pubblicare qualcosa a pagamento, vi toccherà farlo con un altro account. Perché ho scelto un account gratuito? Perché potevo pubblicare subito.

Fatta la registrazione, per mandare il vostro libro ad Apple vi serve iTunes Producer. E' un programma a parte con cui preparerete il pacchetto da spedire allo store per la valutazione. Quindi, vi tocca scaricare il programma. Fatto questo, l'utilizzo dello stesso è davvero molto semplice. Gestisce direttamente lui il pacchetto, voi dovete solo uploadare il file epub, l'immagine della copertina da usare all'interno dello store, compilare i vari campi con le informazioni richieste e spedire. Da lì in poi, il vostro pacchetto è in "valutazione". E no, non ci mettono massimo tre giorni come dicono. Ce ne mettono molti, molti di più. Io ho mandato il pacchetto in valutazione il 19 gennaio e l'ho visto apparire sullo store il 2 febbraio. La Scusa è arrivata quinta in classifica venerdì 9, in una settimana. Potete vedere l'andamento delle "vendite" su iTunes Connect (la cosa bella è che potete venir pubblicati su tutti gli iBook store, non solo su quello italiano, e il racconto ha avuto un paio di download dalla Spagna, dalla Svizzera e dal Regno Unito). Sinceramente, non so cosa l'abbia fatta scaricare tanto. Forse non c'erano proposte simili sullo store, o forse la splendida copertina di Federico che anche riprodotta in piccolo è molto d'effetto. Comunque sia, il trend di download è stato costante almeno fino a venerdì. Non avendo fatto nessun tipo di pubblicità né sul blog né sui social network, la dinamica è stata tutta all'interno di iTunes. E quindi si tratta di un pubblico molto più eterogeneo di quello che normalmente segue quello che scrivo qua sopra o i fumetti che faccio. Da questo punto di vista, pubblicare gratis sull'iBook store mi ha messo in contatto con un pubblico nuovo e quindi, come operazione di marketing, direi che è stata più che positiva. Se La Scusa fosse stata a pagamento sarebbe andata lo stesso bene? Non credo, ma questo argomento lo affrontiamo la prossima volta quando parliamo del Kindle store. Adesso vorrei chiudere il discorso iBook con le opzioni "a pagamento" della Apple.

Per pubblicare a pagamento la mela morsicata richiede un codice ISBN per ogni titolo che volete pubblicare, un US tax ID (ovvero un codice per pagare le tasse negli Stati Uniti, chiunque può richiederlo ma è una procedura in più da seguire) e, inoltre, Apple paga le royalties al raggiungimento di alcune soglie, quindi se non raggiungete la soglia col cacchio che vedrete i vostri soldi. La procedura di upload è identica a quella per il contenuto gratuito, unica differenza è che dovrete scegliere il costo del vostro eBook. Apple se ne terrà il trenta per cento e il resto sarà tutto vostro. Che detto così sembra una gran cosa visto le percentuali che normalmente gli editori rilasciano agli autori. Il 70 % è un'utopia se stampate qualcosa. Ma calcolando lo sbattimento per il codice ISBN del libro, il fatto che tocca essere registrati al fisco statunitense e il problema delle soglie, la stessa Apple vi suggerisce quelli che lei chiama gli Apple-approved aggregator. Sono dei siti terze parti che pensano a pubblicare per voi.

Quello che ho guardato io è Lulu, che almeno ha il portale in italiano. L'offerta di Lulu è che, a fronte di un dieci percento sulle vostre royalties guadagnate (il dieci del settanta che Apple vi dovrebbe) si occupano loro di tutto. Codice ISBN, pubblicazione sullo store (e non gli dovete mandare neanche il file epub, lo creano loro da un semplice file word), pubblicazione su Lulu e su iBook store e su Nook (il reader di Barners & Noble, da noi non ha valenza alcuna a meno che non scriviate in inglese). Inoltre, vi corrispondono loro le royalties e non chiedono documenti fiscali (anche se specificano che potrebbero richiederli se fosse necessario). Ovviamente, diventano loro il vostro "editore", fate tutto dal loro sito e gestiscono loro il vostro contenuto presso Apple. Unica fregatura, per ora accettano solo contenuti in lingua inglese per il rimbalzo su iBook, anche se potete già pubblicare epub con loro in italiano ma solo all'interno del loro portale.

Questa è la più grande differenza rispetto a Kindle, iBook è in pratica solo un distributore. Non offre nulla a chi pubblica con loro se non il canale. I codici ISBN, la gestione della fiscalità, la compatibilità, il controllo del contenuto, è tutto a carico di chi pubblica. Loro si limitano a controllare che il file sia compatibile con i loro lettori e offrono l'infrastruttura distributiva di iTunes. Che è ovviamente gigantesca.

Amazon invece fa tutt'altro discorso, ma ne parliamo domani.

10.2.12

Arrivare 5° in classifica su iBook store senza fare assolutamente niente


Più di un annetto fa su questo stesso blog inizio a pubblicare un racconto a puntate. Era il mio primo esperimento in tal senso e, tutto sommato, non è venuto malaccio. Finita la serializzzione sul blog, lo ripubblico in tutti i formati possibili e immaginabili (rtf, doc, odt, pdf e, sopratutto, epub) a QUESTO indirizzo. Il tutto gratuitamente. All'epoca, era appena uscito il primo iPad, quindi far arrivare a leggere un file.epub al tablet della mela era già un impresa. Il racconto si difende comunque sia per numero di download che per risposta del pubblico e alla fine mi ritengo più che soddisfatto.

Passa del tempo, vengono lanciati il Kindle store e l'iBook store, ovvero i canali distributivi di Amazon e di Apple. E io ho un raccontino già bello e pronto che ormai sta prendendo la muffa. Così lo tolgo dagli scaffali e lo rimetto in circolo. Non pubblicizzo la cosa né sul blog, né sui social network. Voglio capire bene cosa possano offrire questi store a un autore che vuole provare a promuoversi da solo. Provo prima con iBook, semplicemente perché Amazon non permette di pubblicare materiali gratuiti sul suo store e il racconto è in Creative Commons. Lo mando in revisione alla Apple a metà gennaio. Ci vogliono più di dieci giorni perché sia sullo store ma alla fine il 2 febbraio è in elenco. Centesima posizione. Il 9 febbraio è quinto. Per quando pubblicherò questo post potrebbe essere sceso o salito in classifica, ma non è questo l'importante. Il fatto è che La Scusa ha fatto tutto da solo. Non c'era pubblicità sui miei canali abituali, non c'era un post su questo blog né su quello di Harpun, non ho avuto nessun tipo di presentazione da siti specializzati o menzioni da blog amici. La presentazione del racconto sullo store stesso è quanto di più scarno possibile, c'è solo un estratto virgolettato del racconto. L'esperimento si fa interessante, voglio provare a vedere anche su Kindle.
Purtroppo, devo metterlo a pagamento. Specifico nella presentazione dove si può trovare gratis e scelgo tra le varie opzioni quella che alla fine farà costare di meno l'eBook. Lo pubblico a 0.89 €. Lo store di Amazon, seppur molto simile per l'utente finale, è molto diverso in termini di utilizzo per un autore. Il libro resta sul fondo della classifica e non si smuove di una posizione. La differenza tra gratis e 89 centesimi è abissale. Ma intanto, ho scoperto che se volessi mettere La Scusa a pagamento su iBook store (non che voglia realmente farlo, era solo per capire come funziona) scopro che non posso. Gli account gratuiti di iBook store non possono vendere. Per vendere dovrei fare un altro account.

Comincio a leggermi tutte le opzioni che mi vengono offerte, voglio capire veramente di cosa stiamo parlando e come (e se) questa strada è percorribile. 

Quindi, nel prossimo post parliamo dll'iBook store. Se intanto però volete scaricarvi il raccontino, da QUI lo potete prendere per iBook gratuitamente, da QUI per Kindle (occhio, è a pagamento) e da QUI con link diretto ai file aggratise.

1.2.12

Metamorphosis

A novembre le edicole italiche verranno invase dall'ultima fatica di Giacomo "A panda piace" Bevilacqua.
Ora, nei credits ufficiali del progetto c'è il mio nome come story editor. Il che significa due cose: 1) in teoria, potrei spoilerarvi tutta la trama ora; 2) in pratica, non ho la più pallida idea di cosa abbia fatto Giacomo con la storia su cui avevamo lavorato.
Perché Giacomo è così, un vulcano di idee che non sta mai fermo. Io mi sono divertito un sacco a lavorarci insieme, anche se da fuori dovevamo sembrare due pazzi scalmanati. Lui esaltatissimo che mi raccontava la sua visione della storia e io concentratissimo sul mac e praticamente muto (e per chi mi conosce sa che farmi stare zitto non è decisamente semplice) che battevo come un forsennato cercando di sistemare il tutto in una scaletta quantomeno leggibile. Ora, se il fumetto è venuto solo anche la metà di quanto mi sono divertito a lavorare con Giacomo, è un capolavoro. Quindi cominciate a mettere i soldi da parte che a Novembre c'è da leggere roba bbuona, ma bbuona assai.

Subito qua sotto il trailer e la presentazione ufficiale presa da vimeo e fatevi un favore, date un'occhiata ai link a fondo post che Sonia Aloi è bravissima!



Trailer ufficiale di METAMORPHOSIS, il nuovo fumetto di Giacomo Bevilacqua (A PANDA PIACE) miniserie in tre numeri mensili da 94 pag B/N, in edicola da Novembre 2012.
TRAMA: Luna Mondschein ha 24 anni. Ed è affetta da un singolare caso di schizofrenia. Ha infatti due vite parallele. Da sveglia vive a Trastevere, nel centro di Roma, e fa la scrittrice. Quando si addormenta, invece, viene catapultata in un mondo parallelo inventato da lei, e popolato da strani personaggi. La sua vita nel mondo reale è scandita, oltre che dal lavoro, anche da cinque, essenziali regole, che deve seguire ad ogni suo risveglio per restare aggrappata alla realtà. Un solo errore potrebbe portare la sua mente a giocarle strani scherzi. E la lucidità per lei è essenziale. È infatti ossessionata da una serie di omicidi, che, secondo lei, sono stati perpetrati dalla stessa persona, un uomo che uccide le proprie vittime e dispone i cadaveri affinchè evochino miti dell'antica Grecia. Me Luna è l'unica persona ad essere convinta della sua esistenza. E oggi, a distanza di anni, l'assassino ha colpito di nuovo. Dovrà insinuare il dubbio nella mente di Daniel Valentini, il giovane e rigido commissario di Trastevere, e fare di tutto per farsi aiutare. Perchè a quanto sembra, tutta questa storia, sta iniziando ad intaccare il suo equilibrio mentale, molto più di quanto credeva possibile.

SITO DI LUNA: lecinqueregole.blogspot.com
INFO: lunaschein@gmail.com
STORIA E DISEGNI: Giacomo Bevilacqua
CASA EDITRICE: Editoriale Aurea
STORY EDITOR: Giovanni Masi
DISEGNATRICE OSPITE: Sonia Aloi

17.1.12

Harpun - fine capitolo I


Non ho più aggiornato con cadenza regolare riguardo ad Harpun perché sono veramente impicciato tra mille cose (tra cui, appunto, scrivere Harpun...) ma stavolta c'è da festeggiare.

Ci siamo portati a casa il primo capitolo, le prime sedici pagine sono on-line e da ora in poi si gioca a carte scoperte. Se non avete mai letto Harpun, questo è il vostro momento. Il primo capitolo lo abbiamo rilegato in PDF e ve lo potete scaricare gratis da QUI.

Questo passaggio è particolarmente importante per me perché, quando abbiamo iniziato col web-comic, la critica più forte che ci è arrivata è stata: "sì, per carità, carino... ma una sola tavola a settimana non si può!"

Federico ha così deciso di farsi rinchiudere in una stanza sorvegliato a vista e ha provato a reggere il ritmo di 2 tavole a settimana, che calcolando anche il nostro lavoro in Rainbow e quelle necessità fisiologiche tipo mangiare o dormire gli porta via 27 ore al giorno.

In realtà, questa mossa ha un po' calmato le acque ma molte persone ci continuavano a dire: "sì, per carità, carino... ma vi leggo quando ci sono un po' più di pagine che due tavole a settimana non si può!"
Bene, questo aggiornamento è fatto soprattutto per voi (anzi, soprattutto per te, Mauro...)
Vi potete leggere finalmente Harpun tutto di un fiato. E il primo che mi dice: "sì, per carità, carino... ma sedici pagine ogni due mesi non si può!" giuro stavolta gli meno.

11.12.11

Stuck è on-line!



Di Ivan avevo già parlato QUI per il suo Lady Tentacle. Ma il Silvestrini non è certo uno che si ferma. E così, non solo sta dirigendo il suo primo film intitolato "Come non detto" ma ha anche trovato il tempo di pubblicare l'episodio zero della sua web-serie, STUCK!
Guardatelo a 1080p e godetene. E' davvero un gran lavoro.

Ora, QUESTO è il blog del progetto in lingua inglese (anche l'episodio 0 è in inglese ma se avete bisogno dei sottotitoli basta clickare"CC"  su youtube in basso a destra per i sottotitoli in italiano), QUESTA è la pagina Facebook e QUESTO è il blog nuovo di zecca di Ivan.

In realtà, in una piccolissima parte, su Stuck c'è anche un po' del mio lavoro. Ho collaborato con Ivan in veste di story-editor alla stesura degli episodi. E' troppo presto per raccontarlo, e inoltre vorrei prima fare un post su che cavolo è il lavoro di story-editor, ma di sicuro si parlerà ancora di Stuck da queste parti.

Buona visione!


Harpun - pagine 6, 7, 8 & 9

No, non ho saltato un aggiornamento. Volevo solo parlare  di queste quattro tavole tutte insieme perché in queste pagine c'è tutta la genesi di Harpun. In una versione più sfocata, ce le ho avute in testa per quasi un anno e, finalmente, sono a spasso per la rete. Sono le tavole su cui ho basato tutta la sceneggiatura del primo capitolo e, assieme ad un'altra immagine che non dirò perché è uno spoiler grosso come una casa, sono un po' il riassunto delle vicende di Rebecca e Joshua.

Da una parte è una grandissima soddisfazione. Dall'altra, per la prima volta forse mi rendo conto che cominciamo a fare sul serio. Siamo stati sempre di corsa, a rincorrere le mille cose che ti capitano volente o nolente quando inizi un'avventura del genere. Siamo in una sorta di Limbo del Ritardo in cui tutto quello che fai, anche se lo fai in anticipo, è comunque in ritardo di una settimana. Ma almeno queste quattro sono on-line. Ed è davvero una goduria.

Buona lettura!

29.11.11

Harpun - pagina 4 & 5



E ci siamo! Finalmente arriva Rebecca.
Ora, dopo le prime tre tavole introduttive, si comincia a fare sul serio.
Harpun sta crescendo in consensi e visite e un enorme grazie lo devo a RRobe. Due passaggi sul suo blog hanno fatto schizzare le visite giornaliere, ci ha cazziato (e non poco) sulla sola tavola a settimana (e infatti da oggi ce ne saranno due ogni lunedì) e poi ha suggerito il colore dei capelli della nostra ramponiera!
Ora, se dopo tutta questa pubblicità mandiamo in vacca il progetto, è tutta colpa di Federico!




Vabbè, scherzo, in realtà Fede si sta facendo un mazzo tanto. Non diteglielo, ma diventa ad ogni vignetta più bravo!

22.11.11

Harpun - pagina 3


Lo ammetto, questa era tosta. In un primo momento, l'idea di inserire la  voce di Joshua nella storia e in una sorta di romanzo epistolare mi era sembrata buona. L'intenzione era di utilizzare le mail per ricreare quel modo di raccontare tipico del romanzo gotico (qualcuno ha detto Dracula?) ma poi ci avevo ripensato, perché avevamo progettato un'uscita a settimana e c'era poco spazio per raccontare tutto.

Il problema è che non avevo fatto minimamente i conti con la risposta del pubblico alle prime due tavole, che si può riassumere in: "Sì, carino, per carità... ma datecene di più , DI PIU'!!!".

Al centesimo commento su cento, sia a voce che sul blog che per mail, che diceva più o meno la stessa cosa, con Federico ci siamo guardati e ci siamo domandati come e se potevamo aumentare il numero delle uscite. Il "diario" di Joshua ci è stato anche gentilmente suggerito. A questo punto non avevamo alternative e abbiamo provato a realizzarlo. 

Tutta questa premessa per dire che non sarà l'unica mail di diario che Joshua indirizzerà alla sorella e che, sì, ci sarà più Harpun per tutti dal prossimo lunedì con ben due tavole a settimana. Stiamo anche pensando a degli aggiornamenti infrasettimanali e intanto abbiamo reso il tutto più social.

QUA la pagina Facebook.
QUA la pagina Google+.
QUA l'indirizzo mail a cui scriverci.

Ah, ovviamente, c'è una piccola citazione in tutto ciò, e neanche troppo nascosta.

Buona lettura!

14.11.11

Harpun - pagina 2

Sul blog latito un po'. E no, non è perché è uscito Skyrim. Assolutamente. Anzi, sto anche lavorando ad un altro progetto e un sacco di altra roba... Sì, sì. Lavorando...

Ma lasciamo stare e parliamo di cose veramente importanti, eh?
Federico ha fatto un piccolo capolavoro con la prima splash page di Harpun. La trovate QUI o clickando sull'immagine sottostante.

Buona lettura!

7.11.11

Harpun - Pagina 1

E finalmente ci siamo!
Prima pagina di Harpun on line. La trovate QUI o clickando sull'immagine qua sotto per essere rediretti al blog di Rebecca e Joshua.
Buona lettura!

25.10.11

Harpun

Ci siamo!
Avevo parlato più volte di novità che avrebbero coinvolto questo blog nei prossimi mesi e oggi posso finalmente annunciare la prima. E sono pure un bel po' emozionato.

Si tratta di un progetto a cui tengo moltissimo,  un web comic totalmente gratuito a cadenza settimanale che potete trovare QUI!

Ma andiamo con ordine. La genesi del progetto è semplice. Circa un annetto fa, Federico postò sul suo blog questa immagine:
Ho adorato quel disegno da subito e gli ho chiesto se potevo "rubarlo" per una storia. Fede disse di sì e preparammo un progetto, modificandone soprattutto le atmosfere, che poteva essere riassunto in quest'altro disegno qua:
La storia di Rebecca e Joshua è rimasta poi tra le "cose da fare" per un po'. Finché, all'ultima fiera di Narni, ci siamo decisi a pubblicarlo sul web. Abbiamo modificato storia e design dei personaggi e ci siamo accordati per una cinquantina di tavole, che ci avrebbero fatto compagnia per un anno (secondo il calendario fumettistico italiano, da una fiera di Lucca all'altra).

La scelta del web deriva soprattutto dalla mia precedente esperienza con La Scusa e dal fatto che entrambi sentivamo la necessità di un posto dove rifugiarci dagli altri progetti che stiamo portando avanti (arriveranno anche quelli) e che ci prendono la maggior parte del nostro tempo lavorativo.

Perciò, registrato il dominio www.harpun-comic.blogspot.com, Rebecca e Joshua hanno finalmente una casa e li potrete trovare con una nuova pagina delle loro avventure ogni lunedì a partire tra due settimane (anche se non escludiamo di pubblicare qualcosina prima).

E il comic-soon?
Il grandissimo Andrea Mazzotta ci ha concesso una pagina sul free press gratuito da lui diretto e che potete trovare alla fiera di Lucca, nelle migliori fumetterie Alastor, nelle scuole di fumetto in giro per l'Italia e sul web all'indirizzo qua sotto subito dopo la splendida copertina di Flaviano. Oltre a un mio articolo sui Cyborg 009 (strano che ne parli, eh?) c'è infatti una tavola autoconclusiva di Harpun. E' slegata dalla trama principale raccontata sul blog e perfettamente godibile da sola, anche se speriamo vi faccia venir voglia di seguirci ogni settimana. Se clickate sull'immagine qua sotto vi si aprirà il comic-soon, siamo alla terzultima pagina.
Se invece passate a Lucca, io sarò in giro dalla domenica a martedì. Probabilmente a far danni allo stand GP (dove vi ricordo che Yoshiko presenta il suo Sute e di cui ci sarà la presentazione alle ore 13 - showcase Napoleone), o allo stand NPE, dove se volete un disegno di Rebecca non avete altro che da chiedere (a Federico, non a me. Io ve lo farei pure ma viene una schifezza).

Vi lascio al comic-soon e alla prima tavola di Harpun che trovate a pagina 46!


Clicca sulla copertina per scaricare la rivista oppure leggila on-line su issuu

18.10.11

[RiR] Arrietty

Arrietty è il primo film targato Ghibli del regista Hiromasa Yonebayashi.
Miyazaki c'entra, a quanto sembra, soprattutto in fase di sceneggiatura e storyboard. Ma la sua mano si vede sugli splendidi fondali, su certi stilemi narrativi e sul design dei personaggi. Tutto inconfondiblmente Miyazakiano. Ma il film non è firmato dal maestro. Non ha seguito lui tutta la lavorazione e, in ultimo, non è un film di Miyazaki.

E meno male.

Ecco, non avrei mai pensato di scrivere una cosa del genere, eppure è quello che ho pensato uscendo dalla sala soddisfattissimo e con un gran sorriso. Io per Miyazaki ho una specie di venerazione. Ho visto quasi tutto quello che ha firmato, ho visto quasi tutto quello prodotto dallo Studio Ghibli e, a parte i lavori di Takahata e lo splendido Mimi wo sumaseba, difficilmente lo Studio Ghibli è riuscito a staccarsi dalla figura ingombrante del loro regista più famoso. Tanto che le due cose sono andate praticamente sovrapponendosi. Più volte la Ghibli ha sentito la necessità di trovare nuova linfa vitale man mano che i suoi fondatori invecchiavano. C'ha provato con I Racconti di Terramare del figlio di Hayao, Goro Miyazaki. E ha fallito. Tanto da farmi pensare che lo studio di Totoro fosse ormai irrimediabilmente in ostaggio del suo rappresentante più famoso. Almeno fino ad Arrietty.
Come dicevo, il film deve tantissimo al maestro. Eppure, la gestione dei tempi narrativi, il modo in cui viene raccontato il rapporto impossibile e agrodolce tra i due protagonisti, l'attenzione all'animazione (Yonebayashi ha lavorato come animatore in praticamente tutti i capolavori della Ghibli) rendono Arrietty un prodotto fortunatamente diverso. Saldamente inscritto nella tradizione, se ne discosta senza tentare di riprodurre il tocco di Miyazaki ma costruendo un film solido, con una storia e un finale in minore decisamente interessante, con un'ottima colonna sonora affidata a Cecile Corbel e con dei fondali e una attenzione al dettaglio CLAMOROSI.
C'è ancora da lavorare secondo me sulla struttura narrativa, che è un po' lenta all'inizio ma che riprende ritmo alla grande verso la fine, ma si stratta di preferenze personali, il film in se è un gran bel lavoro d'esordio. Credo che finalmente la Ghibli possa tirare un sospiro di sollievo, capitalizzare lo "stile Miyazaki" e provare a produrre nuovi lungometraggi anche senza la firma del maestro. In poche parole consigliatissimo, sbrigatevi a vedere Arrietty prima che lo tolgano dalle sale!

11.10.11

[RiR] Valhalla Rising

Tutti parlano di Drive, nuovo film di Nicolas Winding Refn, ma noi no. Fedeli alla tradizione di questo blog e delle recensioni in ritardo, oggi parliamo del suo film prima, prima tipo 2009, Valhalla Rising.
Il film sul vichingo One-Eye, chiamato così perché ha un occhio solo (originale, eh?) e sul suo viaggio tra cristianesimo e America, è impostato da Refn in maniera un tantino pesante. Film a capitoli (da quanto non vedevo un film a capitoli?), lentissimo, parcheggia, tira il freno a mano e chiude gli specchietti quando racconta della nave che dovrebbe portare il nostro One-Eye, il suo giovin protetto e un gruppo non meglio precisato di cristiani alle crociate. Solo che poi incappano in un nebbione che manco la pianura padana e si ritrovano sulle coste dell'America. Dove, tipo in sei, vogliono fondare la nuova Gerusalemme. Che voglio dire, in sei e tutti uomini, verrebbe fuori una nuova Gerusalemme un po' gaia...
La lentezza esasperata, i primi piani sui personaggi che, zitti, guardano intensamente fuori campo, le esplosioni di violenza molto dettagliate e con sbudellamenti vari, i dialoghi spesso autoreferenziali da monologo teatrale, i flashforward (qualcuno ha detto Trama di Ratigher? Ma attenzione, su Trama sono resi molto, ma molto meglio. Refn diciamo che li usa per buttarla un po' in caciara) dovrebbero rendere il film una palla pazzesca (e ci provano. Ah, se ci provano). Di vichingo c'è poco, di cristianesimo e di guerre di religione pure. Di vichinghi e indiani e di scontro tra culture proprio zero.
Eppure m'è piaciuto. Ha una sua cifra stilistica potente, alcune immagini restano impresse con forza, gli ambienti, la natura incontaminata e minacciosa, One-Eye e il suo modo di chiudere i discorsi ad accettate sul cranio hanno una forza evocativa rara nel cinema di oggi. Non ho ancora visto Drive, ma da quello che ho letto lo stile di Refn è simile e posso capire perché sia piaciuto. Quindi, giudizio sospeso. Da una parte è un film che va visto dopo un paio di caffè ché il sonno potrebbe sorprendervi come un'accettata vichinga, dall'altro immagini forti, personaggio potente, un modo di fare cinema non originalissimo ma personale. Da capire se questo Refn è uno che ci capisce o se questo suo modo di raccontare sia solo un bluff. Da studiare meglio.

5.10.11

009 Re: Cyborg


OH MIO DIO!!!L'hanno fatto!L'hanno fatto per davvero!!!Sto piangendo dalla commozione!Siano ringraziati tutti gli dei dell'animazione!!!



Ecco sì, dopo il video un po' di contegno... ehm... production I.G porterà il film di Cyborg 009 al cinema. Dopo il primissimo spot in CGI, molte cose sono cambiate. Ma i Cyborg spaccano come sempre. Anche per il cast hanno fatto una gran bella selezione, ecco i credits:
Original Creator: Shotaro Ishinomori
Screenwriter/Director: Kenji Kamiyama
Music: Kenji Kawai (Moribito - Guardian of the Spirit, Eden of the East)
Character Designer: Gatou Asou (Moribito - Guardian of the Spirit)
Animation Director: Daisuke Suzuki
Art Director: Yusuke Takeda (Ghost in the Shell: Stand Alone Complex)
Project Producer: Hiroaki Matsuura
Producer: Tomohiko Ishii
Co-Production: Production I.G/Sanzigen
Distribution: Production I.G/T-Joy


Adesso non resta che aspettare l'autunno del 2012. Poi, per me, il mondo può pure finire.

[via]

4.10.11

Michael Bay in lattina


Ho pochissimo tempo per il blog in questi giorni ma lo spot per l'energy drink di Michael Bay m'ha fatto sogghignare un bel po'.



[via]

1.10.11

Romics!

E anche quest'anno si va a Romics.

Mi trovate oggi nel pomeriggio in giro per gli stand e domani in conferenza a presentare questo:
E che c'entro io in un manga del genere? Non è tutto di Yoshiko Watanabe, sceneggiatura e disegni?
Sì, assolutamente.  E' il primo lavoro di Yoshiko da autrice completa e già per questo va festeggiato. Il sottoscritto ha fatto un lavoro di story-editing dietro le quinte, e GP e Francesco Meo sono stati davvero molto gentili ad invitarmi a presenziare alla presentazione ufficiale.

Perciò, se siete in fiera, ci vediamo oggi pomeriggio a spasso o domani, Domenica, alle 15 alla presentazione di Sute!

22.9.11

Back on line


Dice: "ti sei riposato in vacanza?"
Ecco, no. Non proprio. Tra robe di casa e robe di lavoro, sì e no se ho trovato mezza mattinata per me. E comunque, avevo la testa impicciata. Sto preparando un sacco di roba, davvero tanta. E tutta a cui tengo moltissimo. Da qui la foto qua sopra. Si tratta della versione ridotta di ciò che sto leggendo in questi giorni, contemporaneamente. Che poi forse è tutto questo leggere in contemporanea che mi incasina la testa, ma vabbè...

Dice: "ma sta roba che dici sempre, ma quando ce la fai leggere?"
Eh, questo è più complicato. Nel senso che arriverà tutto, con calma e pazienza. E arriverà ovviamente tutto assieme, quando niente e quando troppo...
Però, facendo i dovuti scongiuri, la prossima piccola-grande novità dovrebbe essere pronta per Lucca, tra un mesetto circa.
Dice: "Bè? Di che si tratta?"
Niente anteprime, tutto ancora troppo in fieri, ma diciamo che è inspirata in qualche modo ad uno dei libri qua sopra.

Dice: "In fieri? Ma come parla questo qua?..." e poi dice "...se vabbè, un sacco di belle parole ma poi finisce come i racconti che, avevi promesso, avresti messo a gratis sul blog."
No, giuro! Ci sto lavorando! E fanno parte di una cosa grossa, molto grossa, che dovrebbe uscire SICURAMENTE prima di Lucca prossima. Prossima non questa... duemiladodici, intendo...

Dice: "Seeeeee, 2012! E se mio nonno c'aveva tre palle era un flipper..."
Ok, basta qua. Prossimo post solo un bel video senza voce fuori campo, eh?

18.9.11

Ultimi giorni di vacanza

Ferie, passate la maggior parte del tempo dietro agli ultimi ritocchi a casa (grazie Decu!) e appresso a nuovi lavori su cui ci farò un post a breve. Ferie anche dal blog soprattutto perché avevo bisogno di schiarirmi le idee che mi frullano in testa.

Pochi film visti, pochi fumetti letti, tanti, tanti libri in giro per casa, leggo spizzicando di qua e di là e vado delineando il progetto che nel prossimo anno mi prenderà un bel po' di tempo e che avrà un bel po' di spazio da queste parti (troppo presto ancora per parlarne, facciamo che lo affrontiamo dopo Lucca comics va).
Ottimi pranzi (grazie amore!), qualche passeggiata (grazie amore!) e piacevole vita domestica (grazie amore!).
Ma le prossime ferie, cascasse il mondo, torno qua (va bene, amore?)