24.6.10

[RiR] Il Sole e la Luna

La fantascienza è un genere complesso, in particolar modo quella cinematografica.
E' alla base di alcuni tra i più grandi successi commerciali di tutti i tempi (Star Wars), di alcuni film cult (Alien, Terminator) e di alcune tra le più grosse boiate mai messe su pellicola (per restare in ambito Lucas: Clone Wars, il film, non le prime due serie di Genndy Tartakovsky che sono invece molto carine).
Ha una storia che va dal Metropolis di Lang al 2001: Odissea nello spazio di Kubrick, e si può tranquillamente dire che è uno dei generi di maggior successo in cui il cinema è stata vera e propria fabbrica dei sogni.

Una delle cose che apprezzo di più della fantascienza cinematografica contemporanea, termine che potrebbe sembrare un ossimoro ma che ormai è necessario per tracciare un'evoluzione all'interno del genere, è come sia riuscita a ritrovare una voce intimista molto forte pur non rinunciando a una rappresentazione visiva innovativa. E' riuscita così ha rinnovarsi in maniera particolarmente riuscita ed intelligente.
Sunshine e Moon sono due film quasi all'opposto, per titolo, per ambientazione e per genere di storie, ma che rappresentano benissimo questa sorta di new-wave della science fiction.


Sunshine è un film del 2007 diretto da Danny Boyle, regista che era in fase calante e che con questo progetto ha ritrovato invece la voglia di raccontare ad altissimi livelli (confermata poi dal successo del suo The Millionaire).
Il film narra le gesta di un gruppo di astronauti-scienziati spediti verso il sole su una bomba nucleare grande quando l'isola di Manhattan . La loro missione: far detonare la bomba nel Sole perché la nostra stella sta morendo e bisogna "riaccenderla". Non sono però i primi a provarci, la loro nave è la Icarus II. La Icarus I purtroppo è andata perduta e non si hanno più notizie dell'equipaggio.


Sunshine è un film d'azione con un sottofondo metafisico. E' sul sacrificio e sul rapporto con Dio, sull'origine della luce che ci scalda e che ci da la vita e come quella stessa luce, vista da troppo vicino, bruci e distrugga prima le anime e poi i corpi. E' un'analisi sull'uomo e sul potere della scienza e come questo potere si scontri con l'oscurità che è in ognuno di noi. Quello che sembra un pretesto abbastanza blando, la classica missione senza speranza, si traduce in un potente meccanismo narrativo per esplorare le interazioni tra i vari astronauti a bordo dell'Icarus II.

Boyle decide quindi di girare il tutto avvalendosi della consulenza di vari scienziati e della NASA, sia per rendere su pellicola la potenza della luce della nostra stella, sia per rendere la missione della Icarus II più "realistica" e plausibile. Ne esce fuori un film ad alto impatto emozionale, dove si scontrano i valori dei personaggi più che i muscoli, dove l'errore umano diventa tragico in relazione alla posta in gioco e dove la luce è rappresentata sia come una fonte di vita che come il fuoco che tutto distrugge e purifica. L'azione è assicurata ma sostenuta da una sceneggiatura solida che gioca un po' con gli stilemi della fantascienza classica ma li usa come soprattutto come scusa per approfondire la psicologia dei vari protagonisti. Il tutto è poi confezionato con la colonna sonora degli Underworld, che hanno impiegato una vita a fare uscire e che si può trovare solo su iTunes, ma che vi consiglio caldamente.

Moon invece è tutto l'opposto. Dove in Sunshine c'è il viaggio verso il sole, il Moon c'è una piccola stazione spaziale sulla luna. Dove nel primo si rischia al vita per tutto il genere umano, nel secondo il genere umano si è già salvato dalla crisi energetica e il lavoro di estrazione mineraria sulla luna è quasi una routine.

Dove nel film sul Sole è l'interazione tra i vari protagonisti davanti alle difficoltà insormontabili del viaggio a creare la storia, nel film sulla Luna c'è un solo protagonista, parla con un robot (doppiato in originale da Kevin Spacey) e la storia è basata sulla difficoltà nell'affrontare la solitudine tanto a lungo. Tutto in Moon sembra dettato dalla routine e dallo squilibrio psico-fisico di un protagonista alla fine del suo turno triennale sulla Luna. Ma quando, dopo un incidente, il solitario astronauta si risveglia scopre di non essere più da solo a bordo della stazione. Un altro è lì, identico a lui e con i suoi stessi ricordi. Allucinazioni? Realtà? Qual'è il segreto nascosto nella base mineraria?


Il film del 2009 è il debutto di Duncan Jones alla regia, e il regista/sceneggiatore inglese porta a casa il risultato grazie anche ad uno splendido Sam Rockwell, impegnato in tour de force di recitazione. Parlo pochissimo della trama perché ogni accenno potrebbe essere uno spoiler vista la particolare struttura narrativa. Probabilmente il colpo di scena non stupirà gli spettatori più smaliziati ma la costruzione della tensione e del mistero rendono decisamente consigliata la visione. Il film è stato girato con un budget bassissimo ma ha avuto una buona accoglienza di critica e pubblico, tanto che Jones si è già messo al lavoro su un eventuale seguito che vada ad esplorare lo stesso universo narrativo pur non essendo un sequel.

5 commenti:

  1. Ma non ci credo, ho appena comprato il dvd di Moon (ripongo grandi speranze)... Sunshine l'ho visto e mi è piaciuto un sacco, ma devo ancora recuperarlo in dvd.

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  2. E poi in Moon c'è Sam Rocciabuona e quindi parte già da +6 :D

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  3. Vedi vedi e fammi sapere! E Rocciabuona spacca davvero. Non rimarrai deluso da lui, anzi, diciamo pure che il film E' lui... :)

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  4. Non vedo però alcun accenno al fatto che Kaneda è un robot.

    Al pari di Werther ho visto solo Sunshine e concordo pienamente con voi, gran film. E la fotografia (soprattutto quella bruciatissima [spoiler minore] dell'ultima parte) è molto sollazzevole. Ora devo vedere Moon però.

    Domanda a margine, perché tra tutti i frame che potevi prendere hai scelto quello in cui Capa sembra la polverini post elezione?

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  5. BUAHAHAHAH!!!

    Fede, lasciamo perdere va. Meglio non riaprire certe ferite dolorose...

    Per la fotografia, Sunshine è talmente d'atmosfera che sto pensando seriamente di riprendermelo in blu-ray appena scende ad un prezzo decente per vedere com'è.

    Per Capa invece no! E' in fase mistica-scientifica, mica in fase fascio-semomejonoi!

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