26.7.10

La Scusa (e cinque)

QUA la prima parte.
QUA la seconda.
QUA la terza.
QUA la quarta.
Sotto la quinta.
Buona lettura.


[...]

La gente,
in realtà,
è vigliacca.
La gente in realtà è vigliacca.
La gente è vigliacca.
Gente vigliacca.
Vigliacca.
Vigliacca.

Il Consulente andava ripetendosi ossessivamente le parole con cui Augusto Piccoli lo aveva congedato la sera prima. Quel piccoletto, con la sua aria trasandata, l'aveva messo alle strette. Aveva capito tutto.
Proprio tutto.
Il budget, il piano di marketing, quanto rimaneva in cassa per lo sviluppo della fase operativa del progetto Eden... il progetto La Scusa, si corresse mentalmente il dott. Armetrino. Scusa con la S maiuscola, così il Piccoli aveva ribattezzato la sua idea, riportandola al nome originario. E il Consulente era un vigliacco in quel momento, mentre stornava quattrocento mila Euro dal conto della società e li girava ad Augusto Piccoli.
Causale: saldo consulenza.
Ecco fatto, pensò appena il suo terminale gli diede l'ok della transazione effettuata, adesso è tutto nelle tue mani, piccolo bastardo.

Il giorno seguente il Piccoli chiese le schede di tutti i volontari che avevano etichettato come “un'idiozia senza precedenti” il progetto Eden, la reinterpretazione che il Consulente aveva data del progetto originario di Augusto.
E per quindici giorni il dott. Piccoli non fece nient'altro che studiare schede e giudizi. Non si interessò all'infrastruttura tecnologica che il dott. Armetrino aveva costruito con tanta maestria. Non si confrontò con lui, non volle leggere il lavoro dell'equipe della facoltà di Psicologia. Non volle affrontare la relazione del reparto marketing, non volle visitare la centrale operativa né vedere i video con le ricostruzioni delle situazioni tipo del progetto.

Si interessò esclusivamente dei volontari che avevano provato sulla loro pelle il servizio. Lesse e rilesse le loro schede, le loro valutazioni psicologiche, i loro giudizi su tutto l'apparato messo su per offrirgli la “copertura assicurativa definitiva”.

I giorni passavano e il Consulente diventava sempre più nervoso. Aveva stralciato la maggior parte dei contratti e, a chi non poteva essere licenziato, aveva offerto un bonus e tre mesi di ferie pagate pur di comprare il loro silenzio e allontanarli dal progetto.
Ma il Piccoli non si decideva a tirare fuori il coniglio dal cappello. Il Consulente con La Scusa si era giocato tutto, la faccia, la reputazione e la carriera. Sulla carta era semplicemente geniale eppure lui non era riuscito a farla funzionare. Era come se la gente, a cui era stata offerta la risposta ultima ai problemi dell'uomo moderno, l'avesse rifiutata come un organismo rifiuta un corpo estraneo. Con violenza e malessere.
E adesso tutta la sua vita dipendeva dal quel piccoletto che si ingobbiva sulla sedia mentre leggeva e che dopo aver voltato pagina si metteva le mani tra le gambe, come se avesse freddo.

Al quindicesimo giorno Augusto Piccoli convocò nel suo soggiorno il Consulente. Il dott. Armetrino arrivò tutto trafelato. Erano settimane che non riusciva a dormire se non grazie all'aiuto dei farmaci e si presentò alla porta del Piccoli con i capelli scarmigliati e la barba lunga.
Augusto, come al solito, gli offrì solo un bicchier d'acqua e lo fece accomodare.
Il Consulente si sedette teso, aspettando la sua epifania che tardava ad arrivare.
“Dobbiamo richiamare questo signore” disse Augusto porgendogli la scheda di uno dei candidati.
Il Consulente si piegò in avanti sul lucido tavolo di mogano, guardando Piccoli di traverso. Non era  più certo che ci si potesse fidare di Augusto. Prese la scheda studiandola per un momento.
“Non capisco” disse poi “è uno dei primi soggetti a cui abbiamo somministrato la simulazione... non mi sembra abbia dato particolari risultati. Perché richiamare proprio lui?”
Augusto bevve un sorso d'acqua dal bicchiere e lo riposò esattamente dove l'aveva preso, sul centrino di pizzo che proteggeva parte del tavolo.
“Perché è stato il più deluso in assoluto dal vostro servizio”.
“E questo come dovrebbe aiutarci?” ribatté dubbioso il Consulente.
“Non è lui che deve aiutare noi” disse Piccoli, e per la prima volta il dott. Armetrino lo vide sorridere “saremo noi ad aiutare lui. Non è questo forse lo scopo ultimo de La Scusa?”
Armetrino squadrò Piccoli. Poi prese il suo cellulare e chiese alla sua segretaria di convocare il signor Paolo Lisca per l'indomani alle undici.

Fatta la telefonata, il Consulente riattaccò.
“Sei sicuro che funzionerà?”
Augusto non gli rispose, era tornato a studiare le carte davanti a lui. Il Consulente si alzò per andarsene, biascicando qualche parola incomprensibile, quando Augusto disse:
“Mi serve un cellulare, e un altro deve essere pronto per il signor Lisca”.
“Come scusa?”
“Mi servono due telefoni cellulari. Uno per me, e uno per il signor Lisca” ripetè Augusto incontrando finalmente gli occhi sospettosi del Consulente.
“E a cosa ti servono?” disse Armetrino tra i denti.
“Semplice” disse Augusto guardandolo fisso negli occhi “da domani La Scusa diventerà operativa e Paolo Lisca sarà il primo a beneficiarne”.
“Grazie ad un solo telefono cellulare?” ribatté Armetrino, sempre più malfidato.
“Bè, io avevo ipotizzato dei Walkie-talkie all'inizio, ma pare che abbiano problemi di ricezione” disse Augusto con un mezzo sorriso, uno di quelli che sottintendono l'ovvietà.

Armetrino squadrò Piccoli che si era rimesso a leggere. Poi senza aggiungere altro guadagnò l'uscita da solo.
Chiuse il portone dietro di sé, inspirò profondamente l'aria della sera e bisbigliò: “Se domani la tua idea non funziona, piccolo rospo, io ti ammazzo...”

[...]

6 commenti:

  1. buon dio, va' avanti!
    è frustrante arrivare alla fine e aspettare giorni!

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  2. Ma come frustrante Andrea?!? E' la SUSPENCE! :)

    A parte gli scherzi, lo prendo come un complimento e ti prometto che farò di tutto per aggiornare con una certa regolarità fino alla fine (che non è poi così lontana).

    E per dopo la fine, ti anticipo anche che ci sarà anche una piccola sorpresa...

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  3. Guarda che la suspance è frustrante!
    In effetti era trascorso abbastanza tempo dalla quarta parte e mi era un po' passata la scimmia.
    Ma ORA!
    Datti una mossa, dai!
    ;D

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  4. Il mio era un complimento infatti, la storia mi piace molto.
    Per questo mi prende "la scimmia" quando non trovo il seguito :DD

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  5. E' davvero interessante! Non vedo l'ora di continuare a leggere!
    E sbrighite!

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  6. Finiscila il prima possibile

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