23.7.10

[RiR] The Walking Dead

Zombie.
C'è niente di più poetico e distruttivo di un'orda di morti viventi che striscia lentamente verso di te con il solo scopo di mangiarti?
C'è qualcosa di assolutamente primitivo, quasi naive, in uno zombie.

Dalla prima incarnazione voodoo, passando per Romero fino ad arrivare alla fantascienza di Resident Evil, il cadavere goloso di cervelli è stato una presenza costante tra le paure della fine del secolo scorso e anche nei primi anni di questo. Ha goduto di alcune delle trasposizioni cinematografiche più belle di tutti i tempi (e anche di alcune tra le peggiori). E' stato lento, veloce, post-apocalittico e magico. Ha avuto ogni sorta di spiegazione pseudo-scientifica e forse la più bella in assoluto tra le non-spiegazioni, quasi un haiku horror: "quando all'inferno non ci sarà più posto, i morti cammineranno sulla terra".

Gli zombie a fumetti hanno fatto da cattivi praticamente per ogni testata popolare e dal 2003 la Image Comics gli ha dedicato un mensile tutto loro: The Walking Dead.


The Walking Dead è arrivata alla 74° uscita regolare e al dodicesimo paperback negli Stati Uniti (il sesto in italiano è invece previsto per settembre per i tipi di Salda Press).
E' una serie atipica per il mercato americano. In bianco, nero e grigio, disegnata in maniera asciutta da Tony Moore prima e da Charlie Adlard dopo, senza supereroi e senza gente in costume. Racconta le gesta dei pochi sopravvissuti all'apocalisse non-morta. Robert Kirkman, lo sceneggiatore, fa uno splendido lavoro nel raccontare come la fragile patina che chiamiamo civiltà venga strappata via dalle ossa del genere umano in seguito ad un evento inspiegabile e al tempo stesso annichilente come il ritorno dei morti sulla terra.

I protagonisti ancora in vita di The Walking Dead hanno una sola opzione, rimandare il più possibile la loro dipartita.
E il loro conseguente ritorno come zombie affamati.
C'è poco da fare. Le infrastruttura sono crollate. Le strade sono disseminate di auto abbandonate. La terra appartiene ai morti e i pochi che si ostinano ancora a vivere devono fare i conti le nuove regole dell'oltretomba. Le grandi città sono pericolose, più gente c'era prima, più non-morti ci sono ora. La campagna è più agibile ma è più difficile trovare rifornimenti saccheggiando i negozi abbandonati. Le persone semplicemente non sono preparate ad affrontare una cosa del genere (chi lo sarebbe?) e molte anime sono state spezzate dal vedere i propri cari ritornare affamati di carne umana.

Kirkman gioca sapientemente con gli stilemi classici di un'invasione di zombie ma si concentra soprattutto sul raccontare le reazioni dei pochi sopravvissuti. Reazione che possono essere di quieto dolore, di rabbia lancinante o di depravazione senza limite. Quando tutti si trasformano in mostri senza cervello, mantenere la propria umanità, definire cosa è eticamente accettabile e cosa no, diventa un lavoro forse più estenuante della sopravvivenza stessa.

Il successo di The Walking Dead oltreoceano è stato costante, tanto che è entrata in produzione una miniserie per la TV che sta facendo molto parlare di sé. Al comando dell'operazione e alla regia c'è Frank Darabont, director di consumata esperienza che sta facendo ben sperare i fan di questo piccolo gioiello della nona arte. E inoltre, la partecipazione di Kirkman al progetto è stata costante, supervisionando il tutto e scrivendo anche un episodio dei sei previsti. Fin'ora sono state pubblicate alcuni immagini e un primo video in anteprima che riporto qua sotto:



Sembra ci stiano investendo parecchio, come si può vedere dall'allestimento del set e dallo stand con tanto di cadaveri e zombie che battono alle finestre del Comicon di quest'anno.

Se ve la cavate con l'inglese, il mio consiglio è di leggere the Walking Dead in lingua originale. Altrimenti, il lavoro di Salda Press è eccezionale e i loro volumi sono più preziosi e meglio confezionati degli americani. Comunque sia, dategli almeno una possibilità. Potreste rimanere piacevolmente sorpresi.


NB: NON guardate mai le copertine dei numeri o dei volumi successivi a quello che state leggendo. Hanno la spiacevole conseguenza di fottere colpi di scena con una nonchalance unica.

4 commenti:

  1. "Goloso di cervelli"? A me non risulta.

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  2. Do il mio contributo ricordando che anche i GDR hanno attinto molto al filone zombie fino a giungere a questo
    http://www.gdritalia.it/viewtopic.php?t=12836

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  3. sono la comparsa perfetta per il prossimo film sugli zombie.
    perfetta.
    aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaah.
    mi esercito ad urlare.
    Marta

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  4. Marta, hai rovinato un post bellissimo... :P

    E Fede, ne abbiamo già discusso, lo Zombie del Canone Romero NON è goloso di cervelli in particolare MA la cultura pop identifica nella materia grigia il loro piatto preferito, da qui il mio appunto (che in fondo ti da un po' ragione).
    Per la cronaca, Walking Dead segue il canone classico.

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