28.9.10

[RiR] Inception & Paprika



Tornano le Recensioni in Ritardo, anche se stavolta solo metà del post sarà effettivamente in ritardo visto che l'altra è dedicata a un film uscito in sala venerdì scorso e che sta facendo parecchio discutere. Quindi bando alle ciance e andiamo ad incominciare:

Inception di Christopher Nolan e Paprika di Satoshi Kon.
La scelta di accostare due prodotti così diversi nasce dal fatto che il loro presupposto di base è identico: la possibilità di entrare nei sogni di qualcun altro e di manipolarli a piacimento. Il blockbuster di Nolan è un filmone di 2 ore e 20 a metà tra Bond e Matrix mentre l'anime di Kon è un cartone animato di 1 ora e mezza surrealista e visionario come pochi. Due prodotti decisamente diversi per svolgimento, approccio, produzione e pubblico di riferimento. Cominciamo a chiarire subito un dubbio, Inception si è inspirato a Paprika? Voci dicono che Nolan abbia preso spunto per il ruolo di Ellen Page dal personaggio di Kon, in rete i due partiti si stanno già scontrando ma sinceramente la trovo una polemica sterile, anche se non ho resistito a postare il trailer qua sopra che mischia le immagini dell'anime con l'audio preso dal trailer del film.


Quello che trovo davvero interessante è come i due film siano, in realtà due facce della stessa medaglia. E non solo perché esplorano lo stesso concetto ma proprio perché lo fanno con due sensibilità così contrapposte.

Inception è un blockbuster, molto divertente e di sicuro intrattenimento, ma con tanti, troppi difetti ai miei occhi. Parliamoci chiaro, non sto bocciando il film, però non lo ritegno neanche un capolavoro. E' sicuramente un buon film, divertente, belle le scazzottate, ottimi attori, grande impatto visivo, bella colonna sonora e montaggio e regia strepitosi. Peccato per la sceneggiatura. Davvero peccato. Perché Inception NON parla di sogni.

Parla di un invasione della mente, questo è vero, ma il discorso onirico viene totalmente eliminato dal film. Tutto DEVE sembrare reale, tutto DEV'essere spiegato e Nolan ce la mette proprio tutta. Ce la mette talmente tanto che il suo film sui sogni si trasforma, nella prima metà, in una spiegazione lunghissima di regole e controregole che aggiungono poco al film. Nella sua necessità di chiarezza estrema, Nolan fa spiegare ai suoi personaggi quasi tutto a parole (e al cinema dovresti far vedere, non spiegare). Minuti e minuti di gente che ci racconta come funziona un subconscio che di subconscio ha davvero poco. E' qua che purtroppo il film mi ha allontanato, tanto che a un certo punto speravo la smettessero di parlare e partissero con l'azione.

Anche perché alcune delle regole che lo stesso Nolan si pone, il suo personaggio principale le fa saltare che è una bellezza. Necessità narrativa? Io credo più che altro che volendo fare un film per tutti Nolan abbia spinto tantissimo sulla spiegazione verbale, quella che allo spettatore non può sfuggire, per poi partire con la seconda parte del film più action. Ai miei occhi, Inception è un bel Bond + Matrix. Ma più di questo non va. Gli do un bel 7 perché alla fine mi ha divertito ma Nolan, evidentemente, non riesce proprio ad essere un regista fantasioso. La sua Gotham city è Detroit e il suo subconscio è una spiaggia dall'architettura così squadrata da sembrare Latina o l'EUR ipertrofici.
(occhio all'immagine qua a destra, contiene SPOILER ma rende un'idea dell'eccessività nelle regole del mondo di Inception).

Discorso totalmente opposto per Kon. Paprika è un film che di strutture narrative e di regole e controregole ha davvero poco e forse è il film con meno ritmo tra quelli del regista nipponico. Tutta la narrazione è al servizio dell'inconscio, che straripa direttamente nella realtà, in cui i personaggi hanno sempre altre reincarnazioni e personalità e in cui il potere della fantasia è totale (nel film di Kon si può volare nei sogni, in quello di Nolan no).

In Paprika quindi, si sente la mancanza di una sceneggiatura forte e tutto è lasciato scorrere davanti agli occhi dello spettatore che rincorre i personaggi sempre di corsa, sempre in bilico tra sogno e veglia, cercando di impedire che il velo tra realtà e fantasia si laceri del tutto. Film estremamente visivo, è un tour de force per gli animatori, che sono costretti sempre a rimodellare la "realtà" intorno ai loro personaggi.  Visivamente è un film estremamente ricco, narrativamente forse un po' troppo semplicistico nello svolgimento e nel finale, tanto da poter lasciare insoddisfatti. La sensazione a fine proiezione è quella di aver assistito al sogno di un altro, che si è concluso in maniera brusca ma che continua nel subconscio. L'immaginario di riferimento di Kon è decisamente giapponese in questo film, tanto che ad alcuni spettatori occidentali molti simboli o riferimenti tipicamente orientali potrebbero sfuggire.

 Voto 7 anche questo, per i motivi opposti a quelli di Inception.

Inception e Paprika sono due film da vedere, magari a poca distanza l'uno dall'altro, e rendono benissimo l'idea che il sogno possa essere sia l'uno che l'altro. E che alla fine non sia nessuno dei due.

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