29.11.10

Out of Sight

Quando andai in Giappone, ormai più di tre anni fa, uno degli argomenti che spesso ricorreva tra gli addetti ai lavori era la nuova capacità produttiva sudcoreana. Dopo anni di lavorazioni come service, la Korea del sud si stava muovendo anche a livello artistico con produzioni proprie anche se i loro film finora non hanno brillato per originalità. Pur tirando fuori roba anche interessante come Oseam, My beatiful Girl, Mari o i più recenti Wonderful Days o Yobi, the Five Tailed Fox, le produzioni coreane mi hanno sempre fatto uno strano effetto che si può riassumere con "animazione da paura, sceneggiatura del 1982" perché le tematiche e il modo in cui le storie venivano raccontate mi hanno sempre dato l'impressione di una cosa un po' datata.
Visto che quindi i Koreani si stavano muovendo, mettendo a frutto gli anni di esperienza sul campo e che la loro qualità era salita, anche i prezzi erano logicamente lievitati. E così molte case di produzioni giapponesi si erano rivolte al loro vicino più ingombrante, quella Cina che stava aprendo la frontiere agli investimenti esteri e che poteva vantare una manodopera enorme a costi molto contenuti. Molte delle produzione Jappo in questi ultimi anni si sono spostate così oltre-mare.
In realtà, all'appello mancava una terza potenza "indipendente" vista sia la sua storia politica e culturale.
Taiwan.
Non so ora quanti siano gli studi di animazione a Taiwan, da una rapida scorsa in rete sembrano certamente di meno di quelli storici Koreani o dei nuovi Cinesi, ma visto che il mio ultimo post sull'animazione dell'isola della Repubblica Cinese era questo, oggi parliamo di un progetto totalmente diverso ma che si è rivelato una piacevole scoperta: Out of Sight.
Si tratta di un cortometraggio realizzato da tre studenti del National Taiwan University of Arts. Un po' Miyazaki, un po' Gobelins, è un prodotto semplice ma molto godibile e che merita i cinque minuti di visione.
Mi sa proprio che se anche da Taiwan dovessero arrivare più cose di livello, la crisi del mercato nipponico dell'anime si aggraverebbe ancor di più.

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