6.3.11

Domani | Creativi per Costituzione

Quanto può essere difficile la comunicazione istituzionale è una di quelle cose a cui non pensi mai finché non ti ci trovi a farla. Così quando Giovanni Bufalini mi ha detto che il suo ultimo progetto era un corto in concorso a Creativi per Costituzione che, come si può facilmente intuire dal titolo è legato alla carta fondante di questo paese, ho storto la bocca.
Sia chiaro, Giovanni è uno dei pochi registi italiani emergenti che stimo.
E' suo Beware of the Dog, un horror slash ambientato nella tuscia che non vedo l'ora esca e di cui posto finalmente il trailer con colpevole ritardo:



Ma tornado al suo ultimo lavoro, è un compito difficile quello di toccare certi argomenti all'interno delle regole che ti vengono date. Per esempio, il bando del concorso recita:
Per essere ammesso al Concorso il video:
NON DEVE essere uno spot bensì un racconto breve e accattivante che spinga ad approfondire la conoscenza della Costituzione;
NON DEVE denigrare in alcun modo la Costituzione o il Popolo italiano;
NON DEVE violare in alcun modo la Legge;
NON DEVE prendere posizioni politiche di parte;
NON DEVE assolutamente contenere immagini e commenti denigratori o volgari;
DEVE contenere idee fresche e coinvolgenti che sappiano raccontare con poesia, ironia e impatto i principi su cui si fonda la Democrazia della nostra Repubblica;
DEVE essere adatto a qualsiasi tipologia di pubblico (saranno privilegiati i video rivolti ai giovani delle scuole medie e superiori);
NON DEVE usare immagini di cui non si detengono i diritti o le liberatorie;
NON DEVE utilizzare musiche che non siano royalty free o di cui non si possieda la liberatoria e il permesso di utilizzo commerciale.

Sono un bel po' di DEVE e NON DEVE e quelle poche volte che mi sono trovato a dover affrontare temi simili in contesti simili mi sono sempre domandato chi me lo facesse fare. E' difficile restare nei paletti che ti danno, è difficile restare all'interno dei due minuti, è difficile raccontare una cosa che sia il più nazional-popolare possibile (visto che come pubblico ti impongono il semplice "tutti") ma senza essere quel nazional-popolare che ha reso questa parola quasi un insulto per alcuni.
Giovanni però il suo lavoro lo sa fare, eccome, e il suo corto è un piccolo esempio di come certe cose andrebbero fatte. Semplici, dirette e pulite.
Il corto lo posto qua sotto e, se lo volete votare al concorso, clickate pure QUA.

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