3.5.11

John Doe n° 7 (e non solo)

Ok, avrei mille cose da dire sulla serie di John Doe e su questo numero in particolare.
E giuro che ci ho provato.
Ho ricominciato questo post almeno dieci volte ma è difficilissimo per me da scrivere. Sono legato a tante persone che hanno lavorato a quest'albo. Ho avuto anche la fortuna di sbirciare un po' il "dietro le quinte" della lavorazione e alla fine, lo ammetto, non riesco a decidermi su come iniziare.

Se dal fatto che John Doe si riconferma ad anni dal suo originale numero uno come una delle testate più innovative del panorama fumettistico italiano. Se dalla nuova serie, che si sta proponendo come un racconto a volte persino scomodo nel suo trattare con leggerezza (e a volte neanche troppa) argomenti decisamente più "pesanti". Se dal lavoro eccezionale del Decu sulle copertine o se dalla macrotrama che RRobe, Lollo e la new entry Mauro stanno cucendo su misura per il golden boy. Se dal fatto che su questi primi sette numeri si sono alternati al lavoro disegnatori che mi piacciono e che ho la fortuna di conoscere personalmente, come Riccardo Torti o Fabrizio Galliccia (con cui prima o poi spero di riuscire a chiudere una certa storia).
Se dal fatto che questo numero sette è un albo pieno zeppo di talenti, da Valerio Schiti a Manolo Morrone a Valerio Nizi o se dalla struttura antologica di un albo scritto particolarmente bene, e non era facile, e su cui hanno lavorato tanti dei miei compagni di scrivania che rendono più sopportabili le giornate in ufficio.
Ma davvero, non riesco a decidermi e quindi per una volta faccio a meno di tanti giri di parole.

Mauro, Federico, Marco e Decu, avete fatto davvero un gran bel lavoro.

Nella mia edicola è già finito. Se volete leggerlo, datevi una mossa.

4 commenti:

  1. Obligado fratello.
    E non sottovalutare il tuo lavoro di editor sottobanco! ;-)

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  2. Ma che editor, al massimo correttore di bozze!

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  3. Chicchi di grano le tue parole.

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  4. E c'ha pure una buona carta!

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