19.7.11

[RiR] Serial Experiments Lain

Nel 1998 esce in Giappone una delle serie anime che più mi hanno impressionato in assoluto: serial experiments lain. Da lì a pochi mesi il mondo avrebbe cominciato a sbavare per Matrix spesso senza neanche sapere quanto il film dei fratelli Wachowsky dovesse ad una certa fantascienza nipponica, che proprio nella terra del Sol Levante aveva reinventato il genere facendo fare un gigantesco salto in avanti ai concetti di rete e connettività.
Serial Experiments Lain si inserisce in quel tipo di narrazione e la reinterpeta in una forma alienante, trasferendo la rete nella realtà e viceversa. E' un misto tra Twin Peaks, Neuromante e Ghost in the Shell. E' un viaggio psichedelico alla ricerca della propria identità in un mondo in cui la realtà è fatta di bianchi accecanti e di ombre colorate, in cui il potere della volontà è assoluto e in grado di reimpostare la realtà e la virtualità con un semplice gesto.
A livello visivo resta un capolavoro assoluto, il design e la regia concorrono a creare un senso di ansia nello spettatore che piano piano lo porta a guardare il mondo ipertecnologico di Lain come un'alterità incombente e pericolosa. A livello di storia, forse il finale è quello che più risente del passaggio del tempo. Troppi finali simili, soprattutto da prodotti giapponesi, potrebbero portare lo spettatore più smaliziato a indovinare la conclusione e soprattutto a digerire poco una svolta semplicistica per una trama che parte in quarta ma che sul finale perde colpi. Non voglio dire che si tratti di un brutto finale ma, in base anche alla vostra conoscenza del genere e di come spesso i Giapponesi trattino certi temi, le ultime puntate potrebbero risultare un po' prevedibili.
Se vi piacciono quei racconti pieni di silenzi, con un continuo senso d'ansia protratto lungo tutto l'episodio o anche se solo vi piacciono i cartoni animati e non pensate che siano un genere esclusivamente per bambini, Lain è un consiglio spassionato. Si rimedia pure facilmente visto che l'intera serie in DVD è stata raccolta dalla Dynit in un cofanetto (su Amazon per i 4 dischi chiedono 22,50 €).

Ah, una delle cose che mi rimase più impresse di Lain la prima volta che la vidi fu il sistema operativo olografico. Era un elemento abbastanza importante nella trama (alla protagonista era richiesto hardware sempre più potente per sfruttare la rete). Niente di troppo fantascientifico rispetto al resto e sembrava così a portata di mano.... Ecco, sempre in Giappone hanno appena prodotto un ologramma 3D senza necessità di occhiali. Lo spazio di proiezione è libero, si possono poggiare oggetti direttamente affianco all'ologramma o addirittura direttamente sopra. Basta renderlo interattivo ed è fatta.

Nessun commento:

Posta un commento