11.2.12

Editoria Digitale: iBook store


Come detto nel primo post, l'iBook store è stato quello che mi ha dato più soddisfazioni in termini di successo relativo del racconto. Il problema vero è però che Apple usa il suo store in maniera un po' particolare. Innanzitutto, divide completamente l'utente che pubblica contenuti gratuitamente dall'utente che vuole pubblicare contenuti a pagamento. E una volta che il vostro Apple account è stato registrato per i contenuti gratuiti, col cacchio che vi fanno cambiare. Per cominciare a vendere avrete bisogno di un altro account. La logica di questa cosa mi sfugge, ma vabbè. Andiamo avanti e parliamo della pubblicazione gratuita, che non è proprio un'operazione rapida.

Per prima cosa, dovete avere già un file ePub. Io l'ho creato usando Pages per mac ma esistono altri vari programmi. Un file epub è essenzialmente un file di testo con meno informazioni riguardo a formattazione e roba varia. Una ricerca su internet dovrebbe farvi trovare tutto quello che vi serve per creare il vostro epub, occhio solo a chi ve lo "crea" a pagamento. Non serve spenderci i soldi, davvero.
Fatto questo, e con il vostro file epub pronto, dovreste controllare che sia compatibile e che non abbia errori con un ePub checker. Anche qui, una rapida ricerca su Google dovrebbe darvi tutto il necessario. Io sinceramente me ne sono sbattuto, sapevo che era compatibile perché lo avevo già aperto con iBook su iPhone e iPad e quindi sono andato direttamente alla registrazione su iTunes connect.
Ho già un account Apple e ho scelto di registrare il mio account publisher solo per i contenuti gratuiti.
Attenti a questa parte,  come ho detto iBook non vi fa tornare indietro. Se vorrete in un secondo tempo pubblicare qualcosa a pagamento, vi toccherà farlo con un altro account. Perché ho scelto un account gratuito? Perché potevo pubblicare subito.

Fatta la registrazione, per mandare il vostro libro ad Apple vi serve iTunes Producer. E' un programma a parte con cui preparerete il pacchetto da spedire allo store per la valutazione. Quindi, vi tocca scaricare il programma. Fatto questo, l'utilizzo dello stesso è davvero molto semplice. Gestisce direttamente lui il pacchetto, voi dovete solo uploadare il file epub, l'immagine della copertina da usare all'interno dello store, compilare i vari campi con le informazioni richieste e spedire. Da lì in poi, il vostro pacchetto è in "valutazione". E no, non ci mettono massimo tre giorni come dicono. Ce ne mettono molti, molti di più. Io ho mandato il pacchetto in valutazione il 19 gennaio e l'ho visto apparire sullo store il 2 febbraio. La Scusa è arrivata quinta in classifica venerdì 9, in una settimana. Potete vedere l'andamento delle "vendite" su iTunes Connect (la cosa bella è che potete venir pubblicati su tutti gli iBook store, non solo su quello italiano, e il racconto ha avuto un paio di download dalla Spagna, dalla Svizzera e dal Regno Unito). Sinceramente, non so cosa l'abbia fatta scaricare tanto. Forse non c'erano proposte simili sullo store, o forse la splendida copertina di Federico che anche riprodotta in piccolo è molto d'effetto. Comunque sia, il trend di download è stato costante almeno fino a venerdì. Non avendo fatto nessun tipo di pubblicità né sul blog né sui social network, la dinamica è stata tutta all'interno di iTunes. E quindi si tratta di un pubblico molto più eterogeneo di quello che normalmente segue quello che scrivo qua sopra o i fumetti che faccio. Da questo punto di vista, pubblicare gratis sull'iBook store mi ha messo in contatto con un pubblico nuovo e quindi, come operazione di marketing, direi che è stata più che positiva. Se La Scusa fosse stata a pagamento sarebbe andata lo stesso bene? Non credo, ma questo argomento lo affrontiamo la prossima volta quando parliamo del Kindle store. Adesso vorrei chiudere il discorso iBook con le opzioni "a pagamento" della Apple.

Per pubblicare a pagamento la mela morsicata richiede un codice ISBN per ogni titolo che volete pubblicare, un US tax ID (ovvero un codice per pagare le tasse negli Stati Uniti, chiunque può richiederlo ma è una procedura in più da seguire) e, inoltre, Apple paga le royalties al raggiungimento di alcune soglie, quindi se non raggiungete la soglia col cacchio che vedrete i vostri soldi. La procedura di upload è identica a quella per il contenuto gratuito, unica differenza è che dovrete scegliere il costo del vostro eBook. Apple se ne terrà il trenta per cento e il resto sarà tutto vostro. Che detto così sembra una gran cosa visto le percentuali che normalmente gli editori rilasciano agli autori. Il 70 % è un'utopia se stampate qualcosa. Ma calcolando lo sbattimento per il codice ISBN del libro, il fatto che tocca essere registrati al fisco statunitense e il problema delle soglie, la stessa Apple vi suggerisce quelli che lei chiama gli Apple-approved aggregator. Sono dei siti terze parti che pensano a pubblicare per voi.

Quello che ho guardato io è Lulu, che almeno ha il portale in italiano. L'offerta di Lulu è che, a fronte di un dieci percento sulle vostre royalties guadagnate (il dieci del settanta che Apple vi dovrebbe) si occupano loro di tutto. Codice ISBN, pubblicazione sullo store (e non gli dovete mandare neanche il file epub, lo creano loro da un semplice file word), pubblicazione su Lulu e su iBook store e su Nook (il reader di Barners & Noble, da noi non ha valenza alcuna a meno che non scriviate in inglese). Inoltre, vi corrispondono loro le royalties e non chiedono documenti fiscali (anche se specificano che potrebbero richiederli se fosse necessario). Ovviamente, diventano loro il vostro "editore", fate tutto dal loro sito e gestiscono loro il vostro contenuto presso Apple. Unica fregatura, per ora accettano solo contenuti in lingua inglese per il rimbalzo su iBook, anche se potete già pubblicare epub con loro in italiano ma solo all'interno del loro portale.

Questa è la più grande differenza rispetto a Kindle, iBook è in pratica solo un distributore. Non offre nulla a chi pubblica con loro se non il canale. I codici ISBN, la gestione della fiscalità, la compatibilità, il controllo del contenuto, è tutto a carico di chi pubblica. Loro si limitano a controllare che il file sia compatibile con i loro lettori e offrono l'infrastruttura distributiva di iTunes. Che è ovviamente gigantesca.

Amazon invece fa tutt'altro discorso, ma ne parliamo domani.

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