29.3.12

Stuck - story editing alla prima puntata (parte 2)

Per prima cosa, vedetevi questi due video se non l'avete già fatto:





E poi leggete QUA.
Fatto? Bene, proseguiamo.

Si diceva litigare in fase di story editing. Non succede quasi mai, tranquilli, ma il rischio c'è sempre perché fare lo story editor per un progetto che non è il tuo può essere antipatico. E' come se qualcuno mi chiamasse per fargli le pulizie di casa e io pretendessi anche di spostare tutte le sue cose e di dare giudizi inopportuni sui peluche che gli ha regalato la sua ragazza. Quindi, è cosa buona e giusta non litigare.

Il mio ruolo è quello di migliorare il progetto, spingerlo oltre i limiti che, inconsciamente, l'autore ha posto e soprattutto evitare che presenti buchi o imprecisioni. E se proprio bisogna discutere, meglio che l'autore lo faccia con me che con il pubblico. Quindi, chiarito questo primo fondamentale passaggio, mi leggo o mi faccio raccontare quello che l'autore ha in mente.
E soprattutto, faccio domande.

Il mio lavoro è essenzialmente fare domande. A volte stupide, a volte più intelligenti, ma comunque sia è mettere sotto torchio sia la sceneggiatura che lo sceneggiatore. Perché ogni autore (io stesso quando firmo le mie storie) ha un punto cieco. Qualcosa che non riesce a vedere, qualcosa che sicuramente si annida tra le pagine di un copione e manderà in vacca un lavoro altrimenti ben fatto. La prima parte del mio lavoro è proprio andare a scoprire quel punto cieco, illuminarlo, capire perché è lì e risolverlo.


Per capirlo, come ho già detto, faccio domande, Leggo, discuto, cerco di intuire perché l'autore che mi ha chiesto aiuto ha fatto una scelta piuttosto che un'altra. Queste scelte, queste strade che la storia imbocca sono fondamentali indicazioni del pensiero dell'autore. Anche quando una scelta è fatta in modo inconscio, c'è sempe una motivazione sotto. In pratica, è un po' come psicanalizzare l'autore e la storia. Una volta che mi sono fatto un'idea di cosa l'autore voleva raccontare e perché l'ha raccontata in quel modo, bisogna risolvere gli eventuali problemi che la storia presenta, rafforzarla dov'è debole, esaltarla se ce n'è la possibilità, nascondere la polvere sotto il tappeto se proprio non si può fare di meglio.

Per farlo, bisogna innanzitutto lavorare su due piani, quello della struttura e quello del contenuto.

La struttura è probabilmente più difficile da capire. Gli autori italiani sono un po' refrattari alla struttura, ne conosco pochissimi che siano addentro a certi meccanismi (e ci può anche stare, la fissa per la struttura è tipicamente americana), ma quando stai facendo le pulizie in casa d'altri sapere che il marmo lo squagli  se usi l'acido è fondamentale per non fare danni. Conoscere bene la struttura narrativa, ovvero quei meccanismi che sostengono una storia e non la fanno sembrare un balbettio sconclusionato, è essenziale per migliorare le fondamenta della storia stessa.

Piccolo inciso, dove si imparano queste fondamenta? Studiando. Esistono libri e libri sulla struttura in tre atti, sullo strutturalismo e sul perché l'uomo racconta in un modo piuttosto che in un altro e perché racconta proprio certe cose.
E no, non è roba moderna o la classica americanata, visto che il primo trattato su certi argomenti è questo.

Quindi studiate e poi mettetevi con il vostro film preferito davanti e cominciate a controllare QUANDO succedono le cose. Quando il protagonista incontra l'antagonista, quando il mostro appare per la prima volta sullo schermo, quanto tempo passa dall'inizio del film prima che i due si bacino e così via.

Scoprirete un modo tutto nuovo di guardare al film perché una storia può essere ambientata in un qualsiasi spazio, in un'altra galassia o nel giardino dietro casa, e in qualsiasi tempo, può raccontare il tempo reale del protagonista o l'intera storia dell'umanità, ma è sempre e comunque costretta da un tempo oggettivo che la limita, il tempo di proiezione. La durata stessa del film, insomma. E cosa avviene in quel tempo, ma soprattutto quando avviene, è fondamentale per capire come raccontare la vostra storia. O nel caso dello story editor, la storia di qualcun'altro che state cercando di migliorare.

Del contenuto, parliamo domani.

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