9.8.12

Lavori dell'estate - Digitale, i numeri


Questo post non è tanto su lavori in corso, quanto su come stanno andando i due progetti più interessanti a cui ho lavorato nel corso dell'anno, quelli su cui avevo scommesso di più a livello anche personale e che sto seguendo con più attenzione visto che si naviga a vista: Stuck e l'editoria digitale.

Due cose sono successe per l'editoria digitale. La prima che Harpun sta piano piano ingranando e la seconda è che qualcuno deve aver detto ad Amazon dove si poteva trovare La Scusa in digitale aggratise. Amazon ha infatti tagliato il prezzo del mio racconto a 0.00 € su Kindle e i download sono schizzati. A tutt'oggi, La Scusa viaggia intorno alle 21.000 copie scaricate tra iBook, Kindle e sito. I download giornalieri restano sul centinaio  mentre Harpun ha raggiunto i 5.000 download totali per i primi tre capitoli.

Stuck, dal canto suo, ha trovato casa anche su Koldcast, portale statunitense dedicato alle web series, e tra il nuovo host e youtube ha tranquillamente sfondato il mezzo milione di visualizzazioni. E mancano ancora 4 episodi alla fine della serie.

Lo ammetto, so' soddisfazioni!

Ora, più gioco a "l'artista digitale", più mi accorgo di quanto sia potente come mezzo di promozione. La mia domanda è, perché è così poco sfruttato dalle case editrici/di produzione italiane? Si continua a parlare di social network e di presenza in rete. Capisco che i "like" di facebook siano importanti, capisco che preparare un materiale e regalarlo possa sembrare un'eresia, ma le persone che mi hanno letto o hanno visto Stuck hanno usufruito di un prodotto e sono state interessate nel farlo. Non hanno subito uno spot, non hanno premuto "like" e via (tempo netto, 1 secondo) come spesso capita. Hanno preso un materiale e l'hanno conosciuto. Non hanno visto un link su Facebook, né letto una recensione su un blog. Hanno "usato" il prodotto in prima persona e l'hanno consigliato (se gli è piaciuto) o l'hanno bollato come schifezza (e le recensioni negative fanno parte del gioco).

Si tratterebbe di una nuova forma di marketing. io ti regalo tutto o in parte quello che vorrei tu comperassi, te lo fruisci e poi decidi se ti può piacere. Una sorta di kickstarter al contrario (e ovviamente solo pubblicitario). Certo, siamo in alto mare ma vorrei provarlo a sperimentare con il prossimo racconto che pubblicherò sul blog. Magari è una cavolata... ma tentare non costa nulla.

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