3.3.14

Scappa! / epilogo

Scappa! è un racconto scritto da me e illustrato da Federico Rossi Edrighi.

E' pubblicato in due modi. Il primo è qua sul blog, serializzato a puntate, ogni lunedì mattina un capitolo nuovo per ventisei settimane (qui tutti i capitoli e gli approfondimenti).
L'altro è sugli store, da Amazon (per lettori kindle), a iTunes (iPhone e iPad), a UltimaBooks (in formato ePub, Mobi e PDF). Sugli store (qui la lista completa), il racconto è a pagamento ed è già disponibile per intero. In questo modo, se qualcuno se lo vuole leggere subito e/o offrirmi un caffè per averlo scritto, sa come e dove trovarlo. Chi invece vuole farmi compagnia per sei mesi qua sul blog e/o non ha la possibilità di comprarlo ma se lo vuole comunque leggere, deve solo avere un po' di pazienza.

Poi, un'avvertenza, Scappa! non è adatto a un pubblico infantile.

Detto questo, vi lascio al capitolo di oggi.

Buona lettura!

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- Epilogo -



Un taxi si infila nella via, i fari illuminano brevemente le facciate fradice dei palazzi sotto la pioggia. L'auto si muove lenta, come a cercare qualcosa, poi si ferma davanti a un vecchio portone.
"Le... le serve una mano?" chiede il tassista prima ancora di prendere i soldi che la ragazza gli sta porgendo "a scendere intendo... piove a dirotto e..."
"Conosco questa strada molto bene. Specialmente con la pioggia" risponde la sua cliente "tenga il resto e grazie."
Michela fa un grosso sospiro, apre la portiera, fa scivolare prima le gambe fuori dall'auto, poi si puntella con le stampelle e, appoggiandosi allo sportello, si mette in piedi. La schiena le fa male, come sempre da mesi. Il peso eccessivo e i movimenti innaturali che le gambe storpie la costringono a fare le stanno massacrando schiena e bacino.
Non ha ombrello, si fradicia sotto la pioggia mentre zoppica verso il palazzo a prima vista deserto.
Il tassista non ha cuore di andarsene e osserva la scena. La ragazza è grassa, con i capelli corti, senza trucco. I fari la illuminano violentemente e quando si volta verso di lui, il tassista si ritrae. Con i fari alti è sicuro che lei non ha potuto vederlo, ma si vergogna comunque per la reazione involontaria di ribrezzo.
Il portone si apre. Un ragazzo bellissimo si staglia controluce. Le porge una mano, lei la scansa con la stampella. Poi si arrampica a fatica lungo le scale.
Lui si volta in direzione dell'auto. Un brivido irrazionale corre lungo la schiena del tassista che mette in moto in tutta fretta e si allontana.
Il ragazzo resta immobile, osserva le luci rosse del taxi sparire in fondo alla via. Poi sorride, si volta e rientra in casa.
Raggiunge Michela, le si affianca, camminando lentamente le cinge le spalle con un braccio mentre il pesante portone si richiude con un tonfo.
FINE

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